Storia religiosa

La prima attestazione di un insediamento religioso a Villanova del Sillaro risale al secolo XV, quando fu fondato ed eretto il monastero degli Olivetani con annessa chiesa conventuale dei Santi Michele e Nicola, il cui giuspatronato spettava alla famiglia Sommariva; in tale periodo Villanova del Sillaro dipendeva dalla chiesa di Massalengo.

Nel 1584 la chiesa dei Santi Michele e Nicola di Villanova del Sillaro fu censita come parrocchia nel riordinamento della struttura territoriale ecclesiastica del Lodigiano seguita al Concilio di Trento. Il parroco era un monaco del monastero olivetano; il giuspatronato spettava all’abate del monastero.

La parrocchia di Villanova sul Sillaro nel 1619 figurava compresa nel vicariato di Sant’Angelo e era officiata dai monaci olivetani; vi erano state istituite le confraternite del Santissimo Sacramento, della Dottrina Cristiana e del Rosario; la parrocchia contava 506 anime e comprendeva l’oratorio di Santa Maria.

Nel 1690 la parrocchia contava 668 anime ed era compresa nel vicariato di Massalengo. Nel 1786 Villanova del Sillaro era passata nel vicariato di Pieve Fissiraga; il diritto di nomina del curato spettava al monastero degli Olivetani; il numero delle anime ammontava a 727. Il monastero degli Olivetani fu soppresso il 21 giugno 1798 e la cura d’anime passò al clero secolare.

La parrocchia di Villanova del Sillaro nel 1859 apparteneva al vicariato di Borghetto Lodigiano; il patronato era regio; la parrocchia contava 1160 anime e comprendeva gli oratori di San Tommaso apostolo e Santa Maria.

Nel 1910 il numero delle anime ammontava a 1065; Villanova era compreso nel vicariato di Borghetto Lodigiano.

La parrocchia di Villanova del Sillaro nel 1989 era passata nel vicariato di Sant’Angelo Lodigiano

L'abbazia di monaci benedettini olivetani dei Santi Michele e Nicola viene fondata il 21 dicembre 1427 dal cardinale Angelo Sommariva; i monaci prendono però possesso del monastero solo nel 1528; nei secoli XVI - XVIII i monaci amministrano la cura d'anime e il giuspatronato dell'abbazia è detenuto dalla famiglia Sommariva.

I monaci del monastero amministrano la cura d'anime anche nelle chiese di Santa Maria della Clemenza di Lodi (secoli XVII-XVIII) e di San Biagio di Lodi (secolo XVI - 1648). Nel 1583 i monaci sono quaranta, ventuno nel 1619, nove nel 1690, diciassette nel 1750 .

Nel secolo XVIII il monastero risulta possedere terreni nella comunità di Mulazzano, delegazione IV di Lodi, Vescovato Superiore di Lodi; Chiosi di Porta Cremonese, delegazione I di Lodi; Pezzolo de' Codazzi, delegazione VIII di Lodi, Vescovato di Mezzodi Lodi; Santa Maria di Lodivecchio, delegazione VIII di Lodi, Vescovato di Mezzo di Lodi; Cà dell'Acqua, delegazione XI di Lodi, Vescovato di Mezzo di Lodi; San Colombano, delegazione XII di Lodi, Vescovato di Mezzo di Lodi; Ossago e uniti, delegazione XV di Lodi, Vescovato Inferiore di Lodi (Catasti ecclesiastici, sec. XVIII, olivetani).

Il monastero dei Santi Michele e Nicola viene soppresso nel 1798, quando con facoltà attribuita dalla legge 19 fiorile anno VI, il direttorio esecutivo della repubblica cisalpina richiamò alla nazione i beni e gli effetti appartenenti al monastero degli olivetani di Villanova, compreso nel dipartimento dell'Adda.

La prima attestazione di un insediamento religioso a Bargano risale al secolo X, quando nel 970 in una permuta tra Aldegrausi, vescovo di Lodi, e Riccardo, prete della chiesa di San Giorgio in Palazzo a Milano, fu citata una cappella dedicata a San Bassiano.

La chiesa di Bargano fu tra le istituzioni ecclesiastiche lodigiane tassate dal papato nella “talia” del 1261, dove figurava compresa nella pieve di Overgnaga.

Nel 1584 la chiesa di San Leone di Bargano fu censita come parrocchia nel riordinamento della struttura territoriale ecclesistica del Lodigiano seguita al Concilio di Trento.

La parrocchia di Bargano nel 1619 figurava compresa nel vicariato di Sant’Angelo Lodigiano ed era officiata da un rettore; vi erano state istituite le confraternite del Santissimo Sacramento, della Dottrina Cristiana e del Rosario; la parrocchia contava 730 anime e comprendeva l’oratorio dei Santi Cipriano e Giustino.

Nel 1690 la parrocchia contava 500 anime e, oltre a quello già citato, vi era stato eretto l’oratorio di San Francesco; la parrocchia era passata nel vicariato di Massalengo. Secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello Stato di Milano, la parrocchia di Bargano possedeva fondi per pertiche 44; il numero delle anime, conteggiato tra Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 681.

Nel 1786 Bargano era compresa nel vicariato di Pieve Fissiraga; il diritto di nomina dell’arciprete spettava al vescovo; la parrocchia contava 826 anime. Nel 1859 Bargano era passata al vicariato di Sant’Angelo Lodigiano; il numero delle anime ammontava a 842 e comprendeva gli oratori di Sant’Antonio da Padova e San Francesco.

Nel 1910 la parrocchia contava 814 anime e apparteneva nuiovamente al vicariato di Pieve Fissiraga (Parrocchie 1910). Tra il 1953 e il 1961 la chiesa parrocchiale fu interamente riedificata. La parrocchia di Bargano nel 1989 figurava compresa nel vicariato di Sant’Angelo Lodigiano.

Bibliografia

Testi estratti da  LombardiaBeniCulturali, schede dei profili istituzionali delle parrocchie di Villanova e Bargano e del Monastero degli Olivetani.

 Ultimo aggiornamento: 11/03/2019


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