Le chiese

Chiesa parrocchiale dei santi Michele Arcangelo e Nicola

La costruzione, legata alle vicende storiche del convento, fu avviata nel 1420 e terminò verso la fine del secolo. Il campanile venne innalzato verso il 1480. La consacrazione avvenne nel 1496 da parte del vescovo di Lodi monsignor Carlo Pallavicino.

Dopo un periodo di decadenza, ma anche per rimediare ai danni di un fulmine abbattutosi sul campanile nel 1632, venne realizzato un ampliamento della seconda campata con l'innesto di cappelle laterali.

La facciata a spioventi con contrafforti angolari è monocuspidata e sormontata da tre guglie; la verticalità è sottolineata al centro dalla linea composta da porta, rosone e monofora. L'intero complesso appare nel tipico cotto lombardo.

L'interno è ad unica navata e tre campate di diversa lunghezza e della stessa ampiezza, scandite da pilastri, coro allungato e due cappelle laterali rettangolari corrispondenti alla campata centrale coperte con volta a botte.

Le volte delle prime due campate sono a crociera e presentano costoloni, a crociera con riquadro centrale e decorazioni a stucco le volte del presbiterio e del coro (sopraelevati). Pareti, volte e pilastri sono in muratura intonacata. La copertura è a tetto a due falde sulla navata centrale, sul presbiterio e sul coro, e due falde sulle cappelle laterali.

La sacrestia è rettangolare e coperta con un soffitto ligneo, collocata a destra del presbiterio.

L'ex sacrestia grande, ora cappella della Madonna Bianca, si trova a sinistra e fuoriesce ortogonalmente dalla pianta della chiesa con una pianta rettangolare e volta con decorazioni a stucco.

Esiste anche un piccolo locale rettangolare con soffitto ligneo a sinistra, tra la cappella e il presbiterio.

Tra le opere d'arte si segnala la più antica sopravvissuta: si tratta dell'Uomo dei dolori, un affresco che riproduce il Cristo risorto, attribuibile ad un pittore lodigiano del XV secolo.

Gli interventi pittorici più significativi risalgono alla prima metà del settecento: nelle quattro cappelle sono appese altrettante tele che rappresentano San Benedetto, Santa Scolastica, Beato Bernardo Tolomei, Santa Francesca Romana.

La volta del presbiterio e del coro è a stucco, opera di Giovanni Battista Sassi con La gloria del Beato Tolomei, La Vergine con i Santi Nicola e Michele, il Coro di angeli trionfanti.

Significativo è il coro in legno di noce, opera realizzata tra il 1634 ed il 1645, opera di Carlo Garavaglia. È composto da 23 stalli e relativi inginocchiatoi, spartiti da lesene e colonne elaborate con capitello. I pannelli dei monaci rappresentano episodi della vita di Santa Francesca Romana.

Chiesa parrocchiale di San Leone II papa

Nel 970 vi è nominata in un documento un cappella dedicata a San Bassiano. Di chiesa si inizia a parlare nel 1261. Divenne chiesa parrocchiale nel 1570 secolo, quando andò in rovina la chiesa dei santi Cipriano e Giustina a Monticelli. Tra il 1953 e il 1961 la chiesa parrocchiale è stata interamente riedificata secondo le forme attuali.

Bibliografia

  • Giovanni Agnelli, Lodi ed il suo territorio nella storia, nella geografia e nell'arte, Lodi, 1917.
  • Autori vari: Villanova del Sillaro, chiesa olivetana dei ss. Michele e Nicolò, edizioni APT del Lodigiano, 1994.
  • Francesco  Repishti, Chiesa dei SS. Michele Arcangelo e Nicola - complesso, scheda pubblicata in  LombardiaBeniCulturali.
 Ultimo aggiornamento: 12/03/2019
La facciata
La facciata.
Il campanile
Il campanile.
Pittore lodigiano, L'uomo dei dolori, XV sec.
Pittore lodigiano, "L'uomo dei dolori", XV sec.
Uno stallo del coro ligneo
Uno stallo del coro ligneo.
La Madonna in gloria tra i santi Michele e Nicola
Giovanni Battista Sassi, La Madonna in gloria tra i santi Michele e Nicola, 1739.
La chiesa parrocchiale di Bargano
La chiesa parrocchiale di Bargano.


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